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Burn-out materno: 3 consigli per le madri

Si parla spesso di “burn-out” un termine inglese che ha a che fare con l’esaurimento delle energie mentali e fisiche. Meno spesso, però, si parla dell’impatto di questo fenomeno all’interno delle famiglie e, più precisamente, rispetto alle madri.

La genitorialità è un’impresa eroica!

Di per sé, la genitorialità ha qualcosa di divino e di eroico. Non è retorica: mettere al mondo un figlio, offrirgli tutto ciò di cui si è capaci, interpretare adeguatamente i suoi bisogni, soddisfarli, assisterli nella crescita… non è una missione… sono tante missioni insieme!

La diade madre-bambino

Se la genitorialità è tanto complessa, difficile benché naturale, la maternità lo è all’ennesima potenza.

Donald Winnicott, psichiatra e psicoanalista britannico del Novecento, conosceva bene l’importanza fondamentale della madre, soprattutto nei primissimi mesi di vita del bambino.

Secondo Winnicott, in una fase infantile e neonatale non esiste altro che una diade madre-bambino. Tutto il resto del mondo verrà “creato” e rimodellato in base a questa relazione originaria e fondativa.

Il maternage: una fase essenziale

Si capisce facilmente, allora, che nei primi mesi di vita di un neonato, le responsabilità della madre sono incommensurabili. Nonostante con il tempo le cose possano cambiare, alleggerirsi, evolvere, la centralità del ruolo materno viene difficilmente messa in discussione.

I bambini crescono, diventano preadolescenti, poi adolescenti, ma soprattutto nei paesi mediterranei, com’è noto, la madre, pur venendo in parte ridimensionata, resta il perno della famiglia.

Quando le responsabilità sono troppe…

Non è raro, peraltro, che le madri vivano momenti durissimi anche nelle loro vite individuali. Una separazione, un divorzio, l’instabilità della salute di qualche caro… Sono eventi piuttosto frequenti che, purtroppo, aggravano il peso che la madre porta sulle spalle.

Madri lavoratrici

Non è un caso che si cominciò a parlare del “burn-outmaterno durante gli anni Settanta, quando i movimenti per l’emancipazione delle donne avevano cominciato a puntare i riflettori sulle enormi fatiche delle donne che volevano avere sia un lavoro, sia una famiglia.

Queste donne ambiziose, indipendenti, autonome, “tuttofare”, spesso reputate troppo audaci anche dalla mentalità del patriarcato, sono ormai dappertutto e sono i veri pilastri della nostra società.

Quasi sempre reperibili, sia in famiglia che a lavoro, indaffarate, multitasking… ottimizzano il tempo come nessun altro sa fare.

Il centro di tutto

Proprio dando per scontato che le madri sono al centro di tutto: della vita dei figli, della vita di coppia, del planning settimanale, del lavoro in azienda, in ufficio, in negozio o in casa… si arriva ad un punto critico.

Alcune madri sentono un progressivo impoverimento delle loro risorse, delle loro energie, del loro ottimismo. C’è chi si sente “inefficace”, “in colpa”, “depotenziata”. Qualcuna si chiede: «Cosa mi succede?»

Succede che ci si trova in una fase critica, in cui va ripensata la gestione della realtà familiare, sociale e lavorativa.

A questo scopo, Ohana vuole offrire a tutte le madri tre generici consigli che possono favorire un cambio di prospettiva.

Rinuncia al perfezionismo

Sì, senza dubbio, a volte c’è davvero troppo da fare: pianificare la routine di tutti i familiari, gestire il lavoro, pensare alla casa… e la sensazione di dover trascurare qualcosa o, peggio, qualcuno si fa pressante. Può sembrare un suggerimento banale, eppure rinunciare al perfezionismo può rappresentare una svolta nella vita di tutti i giorni, alleggerendo le azioni quotidiane da quel senso di oppressione che può far persino paura. Trova il tuo ritmo, la tua andatura: fai ciò che puoi e concediti di non essere sempre al top!

Chiedi aiuto, affidando piccole cose a ciascuno!

Spesso possiamo arrivare a pensare che chiedere aiuto sia già un fallimento. Errore! Chiedere aiuto è un’opportunità per tutti i componenti di una famiglia. I genitori possono poco a poco responsabilizzare i propri figli, affidando piccoli e agevoli compiti ai ragazzi, mandando così un messaggio importantissimo di sinergia e di collaborazione.

Condividi con gli altri pensieri, preoccupazioni e speranze

Accade di frequente che le madri si tengano “tutto dentro”, accettando per misteriose ragioni di dover convivere con le loro preoccupazioni, con i loro pensieri, con le loro speranze e ambizioni. Per quanto lodevole, il loro desiderio di essere indipendenti e autosufficienti può portarle ad essere fraintese o incomprese. La condivisione dei vissuti interiori può, in questo caso, avere il duplice valore di oggettivare l’interiorità, comunicando, portando i cari, al contempo, a conoscere quante energie ci sono dietro alla routine quotidiana.

Care mamme, amare necessita di grandi energie. Accettatelo e ricaricatevi!

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