Silvia
Interviste

“Sguainate la penna”, dice Silvia

Silvia, adolescente brillante con la passione per le lingue e la mediazione culturale, ha scoperto un talento scrittorio. Autrice di testi e di riflessioni «meritevoli di attenzione» secondo la giuria de Il Messaggero, si racconta ad Ohana.

Non avevo mai pensato né a un blog né alla scrittura

«Alle elementari ero annoiata dall’idea di scrivere temi e produrre dei testi», confessa Silvia, «poi già alle medie qualcosa è cambiato!»

Devo dire grazie alla “Classe Boomerang” di Ohana

«L’idea di mettere nero su bianco i miei pensieri», continua Silvia, «ha cominciato ad emergere dopo aver frequentato ad Ohana la “Classe Boomerang“».

La scrittura quotidiana è diventata per Silvia una piacevole abitudine, scrive su qualunque soggetto, raccoglie impressioni, sensazioni, sentimenti.

Uno spazio senza giudizio e pieno di accoglienza

«Ho sentito che mi stavo realmente sbloccando proprio ad Ohana, perché il gruppo della Classe Boomerang mi ha permesso di scrivere e di sentire che qualunque cosa avessi scritto non sarebbe stata giudicata».

Oggi Silvia sogna di diventare, da grande, una filologa, possibilmente di lingue straniere affascinanti e complesse. A Silvia piace insegnare, trasmettere l’entusiasmo per il sapere, condividere la conoscenza.

Un testo di Silvia: «Carpe diem, cogli l’attimo»

Albert Einstein disse: ”la mente è come un paracadute, funziona solo se si apre.” Fin da piccola, mi hanno sempre detto: “Secondo me non farai mai niente”; “Quando parli non ti capisco”; “Te la credi troppo”; “Ci metti troppo a comprendere le cose”; “Sei una persona sleale”; “Senti bella, io non sto qua a tua disposizione”; “Lo fai di proposito perché non è che perdi tutti, non è possibile. Non sono tutti pazzi”.

Bhè, lasciatevelo dire, siete proprio dei prodigi. Però, scusate l’appunto: avete perso tutti in partenza. Di solito, le etichette si danno a cose che non si capiscono. Penso che siccome ho un modo di pensare particolare, siccome ho delle abilità che voi non avete, siccome mi trovate diversa. Mi etichettate in questo modo o con la parola “problematica”. Io però non sono problematica, a differenza vostra, sono speciale. È solo una questione di prospettiva.

Potrò sembrare egoista, ma non mi reputo migliore di voi, penso semplicemente che ho una diversa funzione nel mondo. Perché sono speciale? Questo è quello che mi hanno detto:

“Sei speciale perché con la tua ironia riesci a rendere ogni cosa più divertente. Sai come e quando usarla. Sei speciale perché sei unica, perché non conosco ragazza che sa fare tutte quelle cose che sai fare te.”

“Perché sei bellissima, con quel corpicino sportivo e grazioso, perché sei simpatica con la tua ironia lievemente sarcastica, perché vedo in te tanta passione per la natura e per la conoscenza, perché ami sognare di andare lontano, perché hai una visione delle cose originale, perché hai tanta creatività, perché sei attenta, precisa e puntuale con i tuoi impegni, perché sei generosa e spontanea.”

“Sei speciale perché riesci a portare felicità ovunque tu vada. Sei speciale perché tra tutte le ragazze che ho conosciuto, sei tra le poche che è veramente buona di cuore, che ha un cuore grande. Sei speciale perché sei unica, e magari fossero tutte come te.”

“Sei speciale perché sei tu. Sei la persona più gentile e umile che io conosca. Sei una tra le persone che si avvicina di più a quello che è il mio pensiero e il mio carattere. Sei speciale perché so di poter contare su di te e sulla tua presenza, sempre.”

A quei campioni, vi ringrazio di avermi fatto sentire impacciata, goffa e sbagliata, mi avete fatto crescere. Vi chiedo solo un favore: andate avanti, perché stavolta ho vinto io.

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